CYBERSAFETY E REGOLAMENTO MACCHINE 2027: PUBBLICATA LA UNI/PDR 199:2026
La digitalizzazione delle macchine e degli impianti industriali sta trasformando profondamente il settore manifatturiero. Connessioni remote, software di supervisione, manutenzione da remoto, sistemi di automazione avanzata e integrazione con reti aziendali offrono nuovi livelli di efficienza e produttività, ma introducono anche nuovi rischi legati alla sicurezza informatica.
Proprio in questo contesto si inserisce la UNI/PdR 199:2026, entrata in vigore il 1° ottobre 2026, che fornisce linee di indirizzo per la protezione dall’alterazione dei sistemi informatici delle macchine e rappresenta uno dei primi documenti tecnici italiani dedicati al tema della cybersafety nel settore delle macchine industriali.
La pubblicazione assume particolare rilevanza perché precede di pochi mesi l’applicazione del nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230, che dal 20 gennaio 2027 sostituirà definitivamente la Direttiva Macchine 2006/42/CE introducendo requisiti specifici in materia di sicurezza informatica.
Perché si parla sempre più di cybersafety?
Le moderne macchine industriali non sono più sistemi isolati. Sempre più frequentemente comunicano con reti aziendali, piattaforme cloud, dispositivi IoT e sistemi di controllo remoto.
Se da un lato questa evoluzione consente di migliorare produttività, manutenzione e monitoraggio degli impianti, dall’altro espone le macchine a possibili vulnerabilità informatiche.
Un accesso non autorizzato a una macchina potrebbe, ad esempio:
- modificare parametri di funzionamento;
- alterare la logica dei sistemi di comando;
- compromettere i dispositivi di sicurezza;
- impedire l’arresto della macchina;
- generare movimenti non previsti;
- provocare situazioni di pericolo per operatori e manutentori.
Quando un attacco informatico può tradursi in un rischio per la salute e la sicurezza delle persone, non si parla più semplicemente di cybersecurity, ma di cybersafety.
Cybersafety e cybersecurity: qual è la differenza?
Sebbene i due termini vengano spesso utilizzati come sinonimi, indicano concetti differenti.
La cybersecurity riguarda la protezione di sistemi, reti e dati da accessi non autorizzati, attacchi informatici, perdite di informazioni o interruzioni del servizio.
La cybersafety, invece, prende in considerazione gli effetti che un incidente informatico può provocare sulla sicurezza delle persone. L’obiettivo non è soltanto proteggere i dati o i sistemi, ma evitare che una compromissione informatica possa causare infortuni o situazioni pericolose.
In ambito industriale questo aspetto assume un’importanza crescente, soprattutto per le macchine dotate di sistemi digitali, software programmabili e connessioni esterne.
Cosa prevede la UNI/PdR 199:2026
La nuova Prassi di Riferimento sviluppata da UNI e FEDERMACCHINE propone un approccio strutturato per affrontare i rischi derivanti dalle vulnerabilità informatiche che possono influire sulla sicurezza delle macchine.
Il documento affronta in particolare:
- l’identificazione delle vulnerabilità informatiche;
- l’analisi delle possibili minacce;
- la valutazione del rischio legato alle alterazioni dei sistemi;
- l’individuazione delle misure di mitigazione;
- la definizione delle azioni correttive;
- esempi applicativi per la riduzione del rischio.
L’obiettivo è fornire a progettisti, costruttori e utilizzatori uno strumento metodologico per individuare e gestire le criticità che potrebbero compromettere il funzionamento sicuro della macchina.
Un rischio che riguarda tutto il ciclo di vita della macchina
Uno degli aspetti più interessanti evidenziati dalla UNI/PdR 199:2026 è che la gestione del rischio informatico non termina con la progettazione o la marcatura CE della macchina.
Le minacce informatiche evolvono continuamente e, di conseguenza, anche le misure di protezione devono essere aggiornate nel tempo.
Per questo motivo il documento richiama la responsabilità condivisa di tutti i soggetti coinvolti nel ciclo di vita della macchina:
- fornitori di componenti hardware e software;
- fabbricanti;
- integratori di sistema;
- utilizzatori professionali;
- personale addetto alla manutenzione.
La sicurezza informatica delle macchine viene quindi vista come un processo continuo che richiede collaborazione, aggiornamenti e scambio costante di informazioni.
Il collegamento con il nuovo Regolamento Macchine
La pubblicazione della UNI/PdR 199:2026 arriva in una fase di preparazione all’entrata in vigore del nuovo Regolamento Macchine (UE) 2023/1230.
Tra le principali novità introdotte dal Regolamento vi è infatti il riconoscimento dei rischi derivanti dalle alterazioni informatiche dei sistemi di comando e delle funzioni di sicurezza.
Il nuovo quadro normativo richiede che hardware, software e dati rilevanti per la sicurezza siano adeguatamente protetti contro modifiche accidentali o intenzionali che possano compromettere il funzionamento sicuro della macchina.
Viene inoltre richiesto che siano tracciabili le modifiche apportate ai software e alle configurazioni e che possano essere identificati i componenti necessari al funzionamento sicuro dell’attrezzatura.
La UNI/PdR 199:2026 si inserisce quindi come documento di riferimento utile per comprendere e applicare i nuovi principi introdotti dal Regolamento.
Quali implicazioni per le aziende?
Per le aziende utilizzatrici di macchine e impianti industriali il tema della cybersafety non può più essere considerato esclusivamente una questione informatica.
L’integrazione tra sistemi digitali e funzioni di sicurezza rende sempre più necessario adottare un approccio multidisciplinare che coinvolga:
- responsabili della produzione;
- responsabili dei sistemi informatici;
- manutentori;
- costruttori di macchine;
- RSPP;
- tecnici della sicurezza.
La protezione delle macchine dagli attacchi informatici diventa infatti parte integrante della gestione dei rischi aziendali e della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori.
Uno scenario destinato a evolversi
L’entrata in vigore del Regolamento Macchine nel 2027 rappresenterà un passaggio significativo per il settore industriale europeo. La sicurezza delle macchine non sarà più valutata esclusivamente sotto il profilo meccanico, elettrico o funzionale, ma dovrà necessariamente considerare anche i possibili rischi derivanti dalle minacce informatiche.
La UNI/PdR 199:2026 costituisce uno dei primi strumenti operativi in grado di supportare aziende e professionisti nell’affrontare questa nuova sfida, promuovendo un approccio integrato tra sicurezza funzionale, cybersicurezza e tutela delle persone.

