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      • NUOVA CEI EN 50172:2026: COSA CAMBIA PER LA MANUTENZIONE DELL’ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA

      NUOVA CEI EN 50172:2026: COSA CAMBIA PER LA MANUTENZIONE DELL’ILLUMINAZIONE DI EMERGENZA

      • Categorie Sicurezza Lavoro
      • Data 5 Novembre 2026

      L’illuminazione di emergenza rappresenta uno degli elementi fondamentali per la gestione dell’evacuazione in caso di incendio, blackout o altre situazioni che comportino la mancanza dell’illuminazione ordinaria. La sua funzione è quella di garantire la visibilità delle vie di esodo, della segnaletica di sicurezza e delle aree che richiedono particolari condizioni di illuminazione per consentire alle persone di lasciare l’edificio in sicurezza.

      Per questo motivo la corretta manutenzione e il controllo periodico degli impianti assumono un’importanza strategica. Con la pubblicazione della CEI EN 50172:2026, avvenuta nel maggio 2026, vengono aggiornati i criteri tecnici per l’installazione, la verifica e la manutenzione dei sistemi di illuminazione di emergenza, introducendo nuove indicazioni operative e una maggiore attenzione alla tracciabilità delle attività svolte.

      A cosa si applica la norma

      La CEI EN 50172:2026 si applica ai sistemi di illuminazione di emergenza destinati a garantire la sicurezza delle persone in caso di guasto dell’alimentazione ordinaria.

      In particolare, la norma riguarda:

      • l’illuminazione delle vie di esodo;
      • l’illuminazione antipanico delle aree aperte;
      • l’illuminazione delle aree ad alto rischio;
      • la segnaletica di sicurezza illuminata;
      • i sistemi centralizzati e gli apparecchi autonomi di emergenza.

      L’obiettivo è assicurare che tali impianti siano sempre in grado di svolgere correttamente la propria funzione nel momento in cui si verifica un’emergenza.

      Le principali novità introdotte dalla CEI EN 50172:2026

      Rispetto alla precedente edizione, la norma introduce un approccio più strutturato alla gestione dell’impianto, ponendo l’attenzione su quattro aspetti principali:

      • verifiche iniziali più dettagliate;
      • maggiore attenzione alla documentazione tecnica;
      • gestione e aggiornamento del registro dei controlli;
      • definizione puntuale delle periodicità di verifica e manutenzione.

      L’obiettivo della revisione è garantire non solo il corretto funzionamento degli apparecchi, ma anche il mantenimento nel tempo delle prestazioni illuminotecniche richieste dalla normativa.

      Come cambiano i controlli periodici

      Uno degli aspetti più rilevanti della nuova norma riguarda la programmazione delle verifiche.

      La CEI EN 50172:2026 individua infatti diverse tipologie di controllo, ciascuna con una specifica periodicità.

      Controlli giornalieri

      Per i sistemi ad alimentazione centralizzata è previsto il controllo quotidiano degli indicatori di stato e delle eventuali segnalazioni di anomalia.

      Nel caso degli apparecchi autonomi, la norma raccomanda l’adozione di sistemi di monitoraggio centralizzato che consentano di rilevare rapidamente eventuali guasti o malfunzionamenti.

      Prove funzionali mensili

      Con frequenza mensile deve essere simulata l’assenza dell’alimentazione ordinaria al fine di verificare:

      • l’accensione automatica degli apparecchi;
      • il corretto funzionamento del sistema;
      • l’assenza di anomalie evidenti.

      Questi controlli permettono di individuare tempestivamente eventuali problemi prima che possano compromettere l’efficacia dell’impianto durante una reale situazione di emergenza.

      Verifiche annuali

      Con cadenza annuale è richiesta una verifica più approfondita che comprende:

      • controllo dell’integrità degli apparecchi;
      • prova funzionale completa;
      • verifica dell’autonomia dichiarata dal costruttore;
      • accertamento dello stato delle batterie e dei componenti principali.

      Si tratta di un controllo particolarmente importante perché consente di valutare il reale mantenimento delle prestazioni nel tempo.

      Verifiche illuminotecniche ogni cinque anni

      Tra le novità più significative introdotte dalla norma vi è l’obbligo di effettuare verifiche illuminotecniche periodiche ogni cinque anni.

      Attraverso specifiche misurazioni in campo deve essere verificato che i livelli di illuminamento garantiti dall’impianto continuino a rispettare i requisiti previsti dalla norma UNI EN 1838.

      Questo controllo consente di accertare che l’invecchiamento degli apparecchi, delle batterie o delle sorgenti luminose non abbia compromesso l’efficacia complessiva del sistema.

      L’importanza dei sistemi automatici di test

      La norma riconosce anche il ruolo dei sistemi automatici di verifica, denominati ATS (Automatic Test Systems).

      Questi dispositivi, conformi alla CEI EN 62034, permettono di eseguire automaticamente le prove funzionali previste, registrando gli esiti dei controlli e segnalando eventuali anomalie.

      L’impiego di tali sistemi non elimina gli obblighi di manutenzione, ma consente una gestione più efficace delle attività di controllo, soprattutto negli edifici caratterizzati da un elevato numero di apparecchi di emergenza.

      Registro dei controlli: maggiore attenzione alla tracciabilità

      La nuova CEI EN 50172:2026 rafforza inoltre gli obblighi relativi alla documentazione delle attività svolte.

      Le verifiche, le manutenzioni, le anomalie riscontrate e gli interventi eseguiti devono essere registrati in un apposito registro, che può essere sia cartaceo sia elettronico.

      Nel registro devono essere riportati:

      • i controlli effettuati;
      • gli esiti delle verifiche;
      • le eventuali anomalie rilevate;
      • gli interventi correttivi eseguiti;
      • le modifiche apportate all’impianto.

      La documentazione deve essere conservata dal soggetto responsabile dell’edificio e resa disponibile in caso di verifiche o controlli da parte degli organi competenti.

      Chi è responsabile della manutenzione?

      Un’altra importante indicazione introdotta dalla norma riguarda l’individuazione delle responsabilità.

      La CEI EN 50172:2026 prevede che venga designata una persona autorizzata responsabile della supervisione del sistema, della manutenzione e della gestione del registro dei controlli.

      Il proprietario dell’edificio o il soggetto che ne ha la responsabilità deve quindi individuare una figura incaricata di garantire che tutte le verifiche previste vengano eseguite nei tempi stabiliti e che eventuali anomalie vengano prontamente risolte.

      Cosa devono fare le aziende

      Alla luce delle nuove disposizioni, aziende, enti e gestori di edifici dovrebbero verificare che le procedure adottate per la gestione dell’illuminazione di emergenza siano coerenti con quanto previsto dalla nuova norma.

      In particolare, è opportuno:

      • riesaminare i programmi di manutenzione esistenti;
      • verificare il rispetto delle nuove periodicità di controllo;
      • aggiornare il registro delle verifiche e della manutenzione;
      • individuare formalmente il responsabile della supervisione del sistema;
      • programmare le verifiche illuminotecniche quinquennali;
      • valutare l’eventuale utilizzo di sistemi automatici di test.

      Un approccio più strutturato alla sicurezza

      La nuova CEI EN 50172:2026 introduce un sistema di controllo più rigoroso e documentato, con l’obiettivo di garantire che l’illuminazione di emergenza mantenga nel tempo le prestazioni necessarie per la sicurezza degli occupanti.

      Per le aziende non si tratta soltanto di un aggiornamento tecnico, ma di un’opportunità per rafforzare la gestione degli impianti di sicurezza e assicurare che, in caso di emergenza, le vie di esodo e le aree critiche siano adeguatamente illuminate, contribuendo a proteggere persone, attività e patrimoni.

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